La Sicilia nel cuore di Copenaghen

Danimarca e Sicilia non sono mai state tanto vicine come negli ultimi mesi. Il merito è tutto di un’esposizione molto speciale che si è svolta proprio nel cuore pulsante di Copenaghen, mettendo in una luce inedita le meraviglie di una Sicilia d’altri tempi. 

Il museo in questione è il Ny Carlsberg Glyptotek, fondato nel 1888 da Carl Jacobsen (figlio del fondatore della celebre società produttrice di birra), il quale tra l’altro donò alla città di Copenaghen anche l’iconica Sirenetta, simbolo della città e popolarissima attrazione per i turisti. 

Ed ecco cosi ben 3500 anni di storia ed arte sotto ai propri occhi: collezioni egizie, etrusche, greche, romane, oltre ad un interessantissimo dipartimento moderno e ad esibizioni speciali, proprio come quella dedicata alla Sicilia, in cui arte e storia si intrecciano indissolubilmente. 

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Sin dall’entrata al museo Glyptotek qualcosa cambia nei visitatori mentre si fanno strada tra gli archi imponenti, passo dopo passo sino ad arrivare al giardino coperto, incorniciato tra palme, statue, una suggestiva cupola di vetro e delle panchine che invitano a godersi quell’angolo di pace.

Ma per ora non c’è tempo, perché è proprio proseguendo che si accede alla Special Exhibition e la curiosità suggerisce di scoprire subito l’esibizione e respirare tutta d’un fiato un po’ di autentica Sicilia.

Il museo ha ospitato per diversi mesi “War and Storm. Treasures from Sicily”, un’esposizione che svela il mondo sommerso di una Sicilia antichissima. Un volto inedito e davvero sorprendente mette in luce i tesori sommersi del Mediterraneo. L’esposizione documenta ben 3000 anni di storia di una terra prolifica, il cui mare, come una gigantesca pancia, di volta in volta ne aveva inghiottito i resti. L’isola infatti, già in tempi molto remoti era meta frequente da parte dei navigatori e, loro malgrado, luogo di numerosi naufragi, specie nella costa sud-orientale: quest’area si caratterizzava per la presenza del libeccio (vento che spira da sud-ovest) e di bassi fondali, una combinazione spesso fatale fullsizeoutput_9acall’epoca. 

Eppure non sempre tutto è perduto, perché di quegli innumerevoli viaggi attorno all’isola sono riaffiorati dei resti sorprendenti. 

Cosi, la mostra “War and Storm. Treasures from Sicily” non poteva che essere un autentico splendore. Millenni di storia davanti ai propri occhi. L’esposizione è stata curata nei minimi dettagli, raccontando passo dopo passo le varie epoche storiche che hanno interessato l’isola e svelato il mondo sommerso del Mediterraneo, riportando in superficie dei veri tesori. 

E se il Mediterraneo unisce Europa, Asia ed Africa, la navigazione attraverso questa immensa isola, la Sicilia, ha collegato questi tre continenti. 

In Sicilia, la presenza di diverse popolazioni e culture (Greci, Fenici, Bizantini, Arabi, Normanni, per citarne alcuni) sarebbe rimasto un fattore costante nel corso dei millenni cosi come, altra costante,  la necessita’ di spostarsi da e verso la Sicilia per la ricerca di cibo, di nuove risorse, per scambi commerciali e in tutto ciò, immancabile il ruolo degli dei, innalzati a protezione dei navigatori. 

Inoltre, nell’antichità il mare rappresentava la culla di molteplici creature mitologiche,

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Statuetta del dio Reshef, X-VIII sec. a.C Scoperto nella costa sud-ovest della Sicilia. Ispirato dall’arte egizia, potrebbe rappresentare il dio della guerra e della tempesta, Reshef.

come nel caso delle Sirene, creature per metà donne e per metà uccelli, che con le loro voci inebrianti avevano il potere di incantare i naviganti e condurne le navi verso scogli fatali. Vi erano poi i Tritoni, metà uomini e metà pesci che potevano essere benevoli o malvagi o, ancora, Scilla e Cariddi, dei mostri terrificanti che seminavano naufragi e morte nel temuto Stretto di Messina. Ma molte altre creature popolavano il mare, ed il mare stesso era considerato un essere vivente a tutti gli effetti che, imprevedibile, poteva determinare la sorte dei naviganti. 

 

È comprensibile allora come le varie civiltà succedutesi cercassero di propiziare gli dei o di allontanare la cattiva sorte. 

 

Ne sono un chiaro esempio le ancore delle navi: utilizzate come strumento di protezione contro il potere del mare e le sue bizzarre creature, le ancore venivano arricchite di simboli e parole di buon auspicio, come il nome di Poseidone, dio del mare, o di Afrodite, dea dell’amore e protettrice dei navigatori. 

L’esposizione racconta bene tutto ciò grazie proprio alla presenza di alcune ancore e unaIMG_5602

in particolare testimonia questo particolare riguardo verso gli dei: l’ancora, risalente al IV secolo A.C. e ritrovata nella costa occidentale della Sicilia (isola di Favignana), presenta nella parte inferiore (l’unica parte dell’ancora che è stato possibile preservare) un’incisione in greco della parola “Euploia”, parola utilizzata per indicare “buon viaggio”, ma anche per riferirsi alla dea Afrodite in quanto protettrice dei naviganti. 

Ma la Sicilia era anche l’isola dei Ciclopi, terrificanti giganti dotati di un solo occhio, mito che deve aver trovato conferma nell’antichità attraverso la scoperta di ritrovamenti fossili di una particolare specie di elefanti nani (Elephas mnaidrae) vissuti in Sicilia circafullsizeoutput_9b6 150 mila anni fa: la peculiarità di questa specie era la presenza di un grosso buco nella zona centrale (il fosso nasale): dunque, questi resti sarebbero stati scambiati per Ciclopi, alimentandone cosi il mito. 

L’esposizione raccoglie anche numerosi oggetti che testimoniano la vita quotidiana di queste antiche civiltà. Cosi, il Mediterraneo ha custodito elmetti utilizzati durante lontanissime battaglie, anfore e vasi utilizzati per la raccolta del cibo, persino un servizio da banchetto prodotto in Campania (300-280 a.c) e ritrovato in seguito al naufragio di Capistello (Lipari, Sicilia settentrionale). 

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E poi vi è ciò che il mare restituisce con qualcosa di sé ed è un vero spettacolo.  È il caso di un’anfora con corallo, risalente al II-III secolo a.c e ritrovata in prossimità dell’isola di Levanzo, nella Sicilia occidentale. L’anfora faceva parte del carico di una nave appartenente ad un mercante romano. Accanto, uno strumento per la raccolta del corallo del II secolo a.c. ritrovato a largo dell’isola di Pantelleria. 

fullsizeoutput_9b3E cosi, dopo aver vagato in un lungo e largo tra tanta Sicilia qualcosa appare davvero chiaro: regni ed imperi si sono susseguiti al potere, ma le testimonianze che ognuno di questi popoli ha lasciato è rimasto per sempre, contribuendo a rendere la Sicilia una terra ricchissima di storia e bellezza.

 

 

Sicily in the heart of Copenhagen

Denmark and Sicily have never been so close as in the last months. The credit for this connection belongs to a special Exhibition in the very heart of Copenhagen, revealing the real beauty of an ancient Sicily. 

The museum hosting this impressive exhibition is the Ny Carlsberg Glyptotek, founded in the 1888 by Carl Jacobsen (son of the founder of the famous brewery group), who offered also the iconic Mermaid to the city of Copenhagen, emblem of the city and very popular spot for tourists. 

And then, just under our eyes something like 3500 years of history: Egyptian, Greek, Roman and Etruscan collections enrich the museum, together with an interesting modern department and some special exhibitions, as the one devoted to Sicily, where art and history are deeply interlaced. 

fullsizeoutput_9adSince the first pace at the Glyptotek something changes inside the visitors, while making their way through impressive arches, step by step until the winter garden, framed by palms, statues, a glass dome and some benches inviting to enjoy that tiny spot instilling peace. 

The museum hosted the Exhibition “War and Storm. Treasures from Sicily” for several fullsizeoutput_9acmonths, with the aim to reveal the submerged world of a very ancient Sicily and enlighten the treasures of the Mediterranean. The exhibition supported about 3000 years of history of a prolific land where its sea, as a huge stomach, little by little swallowed its remains. Indeed, the island was a frequent spot for seafarers even long time ago and, in spite of them, it was also the place of many shipwrecks, especially in the 

south-east cost: this area was characterised by the conjunction of libeccio (wind blowing from south-west) and the low sandy coast, a fatal combination at that time.

But all is not lost: those countless travels emerged with some incredible remains.  

 

Then, the Exhibition could only be an authentic beauty. The exhibition was wisely arranged, thanks also to the collaboration between the Glyptoteket and the Soprintendenza per i Beni Culturali e del Mare of Palermo.  

The Mediterranean links Europe, Asia and Africa, but only the navigation through this huge island, Sicily, has united these three continents. In Sicily, the cohabitation of different populations and cultures (Greeks, Phoenicians, Arabs, Normans, etc.) would have remained a constant factor during its history together with the necessity of moving across in the search for food and new resources, thus feeding the role played by gods as protectors of seafarers. 

Moreover, in ancient times the sea represented the cradle of several mythological

fullsizeoutput_9b4creatures, as the Sirens, half-woman and half-bird, who could allure seafarers with their enchanting voices and lead their ships towards fatal rocks. Or the Tritons, half man and half fish, who could be benevolent or malevolent. And Scylla and Charybdis, two terrifying monsters spreading shipwrecks and death in the dreaded Strait of Messina. But many more creatures were living in the sea, and the sea itself was considered an unpredictable living being, able to decide the fate of seafarers.

 

Then, it is easy to understand the reason why so many civilisations struggled to propitiate gods. An example of this attitude is illustrated by anchors: they were used as an instrument providing protection against the power of the sea and their bizarre creatures; anchors were fulfilled with symbols and words for good fortune, as the name of Poseidon, god of the sea, or Aphrodite, goddess of love and also protector of seamen. 

The Glyptotek well describes this aspect thanks to the presence of some anchors and one of them, most of all, attests this special regard for gods: this anchor was found in the IMG_5602west coast of Sicily (Favignana, IV secolo BC) and contains an incision in Greek of the word “Euploia”, used to wish a good journey, but also as a word referring to Aphrodite as goddess of seamen. 

But Sicily is also the island of the Cyclopes, terrifying one-eyed giants, a myth finding favour at that time because of the discovery of some fossils: a particular kind of dwarf elephant (Palaeoloxodon mnaidriensis), living in Sicily 150 thousands years ago; their peculiarity was the presence of large hole in the central area (the nasal opening). Then, this kind of remain was exchanged for a Cyclops, nurturing the myth. 

The exhibition collects many objects revealing the daily life of these civilisations. The Mediterranean rendered some helmets used for ancient battles, amphoras and vases used to collect food, even the equipment for a banquet produced in Campania (300-280 BC) and restored during the shipwreck of Capistello (Lipari, north of Sicily).fullsizeoutput_9af

Finally, there is something that the sea gives back pouring something of itself and it is a real splendour. This is the case of an amphora with coral discovered near the island of Levanzo, in the west area of Sicily (2nd- 3rd century AD). The amphora comes form the wreck of an italian merchant ship. Besides to the amphora, an instrument used to collect corals and discovered in the island of Pantelleria (2nd century BC). fullsizeoutput_9b3

And then, after wandering far and wide through so much Sicily, something appears crystal clear: kingdoms and empires succeeded to power, but the heritage that every single civilisation left is remaining forever, contributing to make Sicily an island full of history and real beauty. 

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