La mia Sicilia. Alchimia di un viaggio / My Sicily. The alchemy of a journey

Un viaggio, la testa tra le nuvole e il cuore perso tra la linea dell’orizzonte ed il sole che sorge. Un viaggio, un incontro, aspettative e future memorie.

Viaggiare ha con sé del magico, svela il mondo ai tuoi occhi ma non l’alchimia che si crea con quel luogo, il legame che si crea nonostante il tempo, nonostante le distanze ed il volo di ritorno.
Viaggiare è una continua scoperta: penso che guardare alle cose per la prima volta abbia un fascino particolare, irripetibile.

Mi sono sempre chiesta cosa pensasse un turista al primo sguardo verso qualcosa che io invece conoscessi bene, cosa riuscisse a vedere attraverso i suoi occhi, cosa imprimesse. Ed ecco il segreto: imparare a guardare alle cose sempre con nuovi occhi, con curiosità, lasciarsi sorprendere, come al primo sguardo, essere turisti sempre e, come turisti, cercare, scoprire, appassionarsi.

E allora c’è la mia Sicilia, ancora da scoprire.

Etna from the plane

Ancora in volo la osservo, facile avere testa tra le nuvole, la stessa sensazione di quando si sta per scoprire un posto nuovo, l’attesa che si arricchisce di aspettative e la consapevolezza che comunque sia, il viaggio arricchisca sempre. E quando la guardo dall’alto, sembra di poterla abbracciare, di sentirne il calore, le contraddizioni.

Seneca diceva: “La mia patria è il mondo intero” e io credo che il mondo intero abbia molto del concetto di patria così come lo intendiamo, a prescindere da quale essa sia, perché sempre nel mondo ritroveremo qualcosa che profuma di casa.

Probabilmente il desiderio di condividere con l’altro è nato con l’uomo stesso. Sentiamo forte l’esigenza di condividere la nostra  personale visione del mondo e delle cose. E percepiamo forte la voglia di sentirci parte di una comunità, della stessa comunità, aggregazione di usi e costumi che ci fanno sentire a casa, tra i colori di un folklore che unisce anche mondi lontani.

Recentemente ho avuto conferma di come tutto questo sia così facilmente alla nostra portata, dagli eventi veri e propri come la stessa Expo, che riunisce il mondo, alle feste di piazza che del mondo sono una costante comune.

Chiunque potrebbe elencarne qualche esempio, anche io ne ho uno, piccolo ma convincente: Giarre. Città italiana della Sicilia orientale, punto di contatto ideale tra Etna, Taormina ed un tuffo a mare. In una parola, casa, la mia. Eppure anche un piccolo centro può farsi grande, estendere i propri confini, unire.

 wpid-wp-1441182519262.jpgLet's smile

L’hanno chiamata la “Giornata del folklore e del Carretto siciliano”, una giornata semplice, un evento come tanti ne vengono organizzati, la costante che ovunque nel mondo ci sia la stessa voglia di folklore, gioia e colore. E ne ho visti tanti colori, e sorrisi, quelli dei gruppi folkloristici locali e stranieri, giunti da Colombia e Paraguay, ballare e cantare avvolti da una gioia coinvolgente e spensierata. E poi i carretti siciliani, pura tradizione, tra le decorazioni dei caratteristici Pupi siciliani e il suono di fisarmonica in festa. Tutti a sfilare e danzare per le vie del centro, già così caratteristiche con le strade in basolato lavico, sino ad arrivare nella vicina cittadina di Riposto, ai piedi dello Jonio, a passi di danza e curiosità.

 wpid-wp-1441124043777.jpgsicilian cart

Perché poi alla fine di tutto, ciò che resta di momenti del genere è l’unione, la leggerezza, la sensazione di tornare indietro, all’infanzia, al sapore genuino delle cose, la semplicità, l’attesa, la gioia; il piacere di essere uniti da radici comuni, patria e mondo, per un po’ la stessa entità. 

Viaggiare è come lasciare un pezzo di cuore in ognuno di quei posti, ma la mia Sicilia credo meriti un cuore grande, uno sguardo speciale. Sempre.

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MY SICILY.  THE ALCHEMY OF A JOURNEY 

A journey – head in the clouds and heart lost between the skyline and the rising sun. A journey, a rendez-vous, a place of expectations and future memories.

Travelling has a scent of magic, disclosing the world to your eyes, but not the alchemy you create with that place, the legacy you create despite time, distances and the return flight. Travelling is a continuous discovery, I think that there is a special charm when you look at things for the first time, a unique lure.

I have always been fascinated by the sight of a tourist looking at something I know very well, wondering what she could see through her novice eyes, what they would be fixed on. And this is the secret; learning to look at things (always) with fresh eyes, with curiosity, giving things the chance to astonish you, like at the first glance, remaining a tourist, searching, discovering, passionately.

And then there is my Sicily yet to discover. While flying I observe her: losing myself in daydreams, having the same feeling as when I am just discovering a new place, my waiting enriched by expectations and the awareness that a journey will always be an enrichment, a treasure.

smiling folk group

And when I look at her from high up above, I have the impression I can embrace all of her, and I perceive her warmth, her contradictions.

Seneca said that his homeland was the whole world and I think that the whole world has a lot of the concept of homeland as we conceive it, since wherever we are we will always find something smelling of our home.

We are probably born with the desire to share with other humans. We all feel a strong need to share our personal view of the world and of things. And we all feel the core desire to be part of a community, the same community, aggregation of habits and customs reinforcing our perception of “home”, colours and folklore connecting a unique world.

Recently I have had a confirmation of how all this is easily within our range, from the big events like Expo, gathering the world, to the simple manifestations like town festivals, a constant of the world.

Everyone could list examples, so can I, such as this little but convincing example: Giarre – an Italian town in the eastern part of Sicily, a junction between Etna, Taormina and a dive into the sea. In one word: Home, my home. Even a small place can enlarge its boundaries and aggregate.

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They called it “The Sicilian carts  and folk day” – a cosy day, a cosy event as many others and, most importantly, a constant shared worldwide; the desire for folklore, meaning traditions, joy and colours. I have seen so many colours and smiles, those of the local and of international folk groups, dancing and singing with a contagious and cheerful joy. And then the Sicilian carts, pure tradition, with their typical decorations of Sicilian puppets and the festive sound of the accordion.
gruppo folk giarre 3
giarre piazza duomo (1)
And then, all join the parade, with dance steps and curiosity, along the very typical streets of the city centre, on lava paved roads, up to the near city of Riposto at the foot of the Ionian Sea.
After all, what’s special, what remains engraved is the cohesion, the peacefulness, the perception of going back to childhood, with the real taste of things, simplicity, the wait and the joy; the pleasure to share the same roots, homeland – and the world – for a while.
folk groups giarre 2
Travelling is leaving a small piece of your heart in each place, but to me my Sicily deserves an entire heart, a special glaze. Always.
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